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Sleeperette
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mwbaSleeperette è il nome di una serie di mwbqcarrozze ferroviarie per servizio notturno su lunga distanza, esclusivamente con sedili reclinabili, delle mwbgFerrovie dello Stato mwbwItaliane, voluta negli mwcaanni ottanta per ammodernare il parco delle carrozze notte, che all'epoca era basato solamente su mwcqcarrozze letti e mwcgcuccette.

Contents

Storia
Note

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Storia

La nascita dell'idea

Verso la fine degli anni ottanta, l'allora presidente delle mwdwFS, mweaLodovico Ligato, chiese delle nuove mweqvetture per ammodernare il parco delle carrozze per servizio notturno, che all'epoca era basato esclusivamente su mwegcarrozze letti e mwewcuccette. Infatti, le mwfacarrozze Sleeperette presentavano un'architettura a salone con divani reclinabili.

Il progetto venne diviso in due fasi: la prima, prevedeva di costruire una prima serie sperimentale, costruendo una ventina di mwfgcarrozze trasformandone alcune da quelle mwfwMDVE, e la seconda, che prevedeva di sviluppare sulla piattaforma mwgaUIC Z1 una nuova serie di carrozze, tecnologicamente più avanzate di quelle mwgqMDVE.cite-ref-1-1-0[1]

Prima serie

Nel mwia1987 le mwiqFS commissionarono alle mwigOfficine Ferroviarie Veronesi la costruzione di 20 unità di questo nuovo tipo di mwiwcarrozze. In quel periodo, le mwjaOfficine Ferroviarie Veronesi avevano già in carico la costruzione delle mwjqcarrozze MDVE. Vennero denominate Sleeperette, nome che indica i mwjgsedili degli mwjwaeroplani. Inizialmente queste mwkacarrozze vennero classificate solo come Sleeperette, solo successivamente venne aggiunta la divisione in 1ª e 2ª classe.

La realizzazione venne fatta utilizzando il progetto delle mwkgcarrozze MDVE e costruendone una versione modificata soltanto negli allestimenti interni. Venne decisa anche la trasformazione di altrettante unità di mwkwcarrozze MDVE che costituirono la seconda classe, portando così a un totale di 40 Sleeperette di prima serie.

Dopo un iniziale periodo di accantonamento presso diversi impianti, vennero messe in servizio su treni notte con mwlqbiglietto a mwlgprezzi molto alti. Spesso sostituirono le mwlwcarrozze di 2ª classe, lasciando scontenti molti passeggeri. Venne deciso allora di impiegarle come mwmacarrozze per qualsiasi servizio, sia notturno che diurno, e anche se per la loro ridotta mwmqvelocità massima non poterono essere impiegate sugli mwmgInterCity della mwmwMilano-mwnaNapoli, vennero utilizzate su importanti trasversali quali mwnqMilano-Venezia e l'mwngAdriatica. Tuttavia, riscontrarono uno scarso successo data la mancanza di mwnwprivacy ma soprattutto in relazione al fatto che il mwoabiglietto di 1ª classe era ritenuto dai più troppo costoso per un posto a sedere anche se molto comodo. Venne tentata una soluzione che prevedeva il mwoqbiglietto di seconda classe più un ticket accessorio, ma neanche questa ebbe successo. Accantonate inizialmente, vennero poi ritrasformate in mwogcarrozze MDVE. Alla fine degli mwowanni novanta, le mwpacarrozze totalmente riconvertite, furono assegnate a mwpqVerona e messe in composizione a treni sulle tratte da mwpgBrennero, mwpwBologna Centrale e mwqaMilano Centrale in composizione a treni interregionali.cite-ref-0-2-0[2]

Seconda serie

Nel mwrw1988 le mwsaFS indissero una gara per la fornitura di 70 mwsqcarrozze Sleeperette di seconda serie, basate sulle mwsgUIC Z1, con la velocità massima di 200mwsw km/h e atte al servizio internazionale. La gara fu aggiudicata al mwtaraggruppamento temporaneo tra le mwtqOfficine Ferroviarie Veronesi e mwtgOMECA.

La progettazione, ad opera delle mwuaOfficine Ferroviarie Veronesi, partì subito dopo la mwuqcommessa. Le mwugFS volevano un mwuwveicolo con soluzioni di richiamo aeronautico ma successivamente consigliarono, per il mwvadesign interno, di rivolgersi alla milanese mwvqTrussardi, molto famosa nel campo dell'mwvgabbigliamento. L'incaricata di questo mwvwprogetto, da parte di mwwaTrussardi, fu Anna Visconti. Per valutare le soluzione adottate nel mwwqprogetto venne costruito un mwwgsimulacro in scala reale lungo circa otto mwwwmetri. Questo mwxasimulacro, a differenza delle altre volte, venne costruito in mwxqacciaio secondo i disegni costruttivi della cassa. Questa scelta venne presa per verificare la corretta progettazione della mwxgcarrozza e servì anche per definire la mwxwlivrea. Nel mwyaprogetto erano coinvolte anche importanti mwyqaziende, che erano state scelte per fornire la varia componentistica della mwygcarrozza. Intanto, mentre si lavorava sul mwywsimulacro, l'mwzaofficina delle mwzqOfficine Ferroviarie Veronesi iniziò a preparare le mwzgdime di assemblaggio ed arrivò a completare il primo mwzwtelaio mwaaprototipo.

Tuttavia, dopo le dimissioni forzate di mwagLodovico Ligato dalle mwawFS, per via dello mwbascandalo delle "lenzuola d'oro", l'amministrazione del commissario straordinario e poi il nuovo mwbqpresidente, Lorenzo Necci, azzerarono tutte le iniziative di mwbgLigato compresa la mwbwcommessa per la seconda serie delle Sleeperette. I mwcadirigenti e mwcqfunzionari delle mwcgFS, che periodicamente controllavano l'avanzamento del mwcwprogetto, scomparvero. Mai venne emanata una nota ufficiale di risoluzione delle mwdacommesse, semplicemente la mwdqcommessa evaporò nel nulla senza spiegazioni. A quei tempi, era d'uso comune iniziare a sviluppare le mwdgcommesse senza attendete la firma del contratto, che avveniva molti mesi dopo, per guadagnare tempo sulle consegne. Questo però danneggiò le mwdwOfficine Ferroviarie Veronesi che si erano esposte economicamente al mweaprogetto, infatti le stesse negli anni successivi caddero in una profonda crisi. Inoltre, tutto il materiale tecnico prodotto durante il periodo di progettazione fu cestinato durante un riordino dell'mweqarchivio delle mwegOfficine Ferroviarie Veronesi.cite-ref-1-1-1[1]

Caratteristiche

Prima serie

Queste mwggcarrozze avevano da 55 posti di 1ª classe ed erano specializzate per il servizio notturno su lunghe distanze, con comodi sedili reclinabili, ad azionamento manuale assistito da mwgwmolle a gas. Le mwhacarrozze di 2ª classe avevano invece 66 posti, con i soliti sedili reclinabili. Ambedue le mwhqcarrozze erano a salone unico.cite-ref-0-2-1[2]

Gli interni sono stati disegnati dall'mwiwarchitetto Enzo Guarnacci. Per realizzare i sedili reclinabili vennero utilizzate le imbottiture modificate delle mwjacarrozze Gran Confort a salone. La reclinabilità degli schienali arriva a 45mwjqo, a differenza dei sedili tradizionali che raggiungevano i 22-25mwjgo. Le prime dieci mwjwvetture di nuova costruzione furono dotate di divani orientati in entrambi i sensi di marcia. Le altre nove mwkacarrozze di nuova costruzione ebbero divani orientati solo in un senso, e anche quelle mwkqMDVE gli ebbero orientati in un solo senso, però opposto a quello delle carrozze di nuova costruzione. Infine, l'ultima carrozza di nuova costruzione fu dotata di un mwkgimpianto sperimentale di climatizzazione mwkwWestinghouse e la sua ultima assegnazione è stata l'mwlaO.M.V. di Verona. Il sistema di illuminazione era particolarmente complesso, infatti oltre alle normali luci vennero installate anche mwlqluci notturne e luci individuali di lettura, poste sotto alla bagagliera. Per ultima cosa, erano presenti due mwlglavabi che negli anni di costruzione erano ritenuti indispensabili per permettere ai passeggeri la toilette mattutina.

L'unico vero problema di queste mwmacarrozze è stato il fatto che erano mwmqvetture molto rumorose e non adatte a servizi notturni e sulla lunga distanza. Infatti, furono fatti grandi sforzi per ridurre il mwmgrumore interno da circa 80mwmw dB a 60-65mwna dB, dati ottenuti con corse prova alla velocità di 200mwnq km/h, anche se queste mwngvetture erano omologate per raggiungere fino a un massimo di 160mwnw km/h.cite-ref-1-1-2[1]

Seconda serie

Il numero e il posizionamento dei sedili restò invariato rispetto a quello delle Sleeperette di prima serie.

Queste mwpwcarrozze presentavano caratteristiche inedite:

• I mwqgfinestrini originali erano stati sostituiti con mwqwoblò più piccoli ma in corrispondenza di ogni fila di sedili, diventando così 19 per fiancata;
• Le bagagliere erano chiuse con degli sportelli, come sugli mwrqaerei, e lo studio di questa soluzione fu molto complicato perché bisognava renderli accessibili da persone di qualsiasi altezza ma dovevano essere sicuri se lasciati aperti;
• I sedili potevano essere ruotati, grazie a un movimento servoassistito, da 22mwrwo a 47mwsao sulla mwsqverticale;
• Erano presenti un mwswtavolino estraibile, un mwtaposacenere e un portariviste.

Inoltre venne raffinato il mwtgsistema di distribuzione dell'aria condizionata, che ottenne ben 36 diffusori. Le luci principali erano poste sopra i mwtwfinestrini e le luci di mwualettura erano installate sotto alla bagagliera, questo schema fu lo stesso che poi venne adottato sull'mwuqETR 500. Le tendine erano motorizzate e costituite da uno speciale tessuto di origine militare in mwugfibra di carbonio, mwuwignifugo ed oscurante. Per gli altri aspetti la mwvavettura rispecchiava le sorelle mwvqUIC Z1: i mwvgcarrelli previsti erano i FIAT F79-2 con smorzatori antiserpeggio, gli mwvworgani di trazione e mwwarepulsione erano quelli tradizionali, il mwwqfreno era su due dischi per asse, le porte erano pneumatiche a espulsione e scorrimento, le mwwgtoilette erano standard in mwwwvetroresina e erano presenti due mwxalavabi. Inizialmente non erano previsti posti per passeggeri a mobilità ridotta (PMR) ma se ne stava abbozzando l'idea.

La mwxgtara prevista era di 44 t.cite-ref-1-1-3[1]

Note

cite-note-1-11. mw1wGiovanni Pinter, mw2aSleeperette da 200 km/h, in mw2qmw2giTreni, n.mw2w 477, Salò, ETR Editrice, febbraio 2024, pp.mw3a 26-30.
cite-note-0-22. mw4gLaura Zecchini, mw4wNuove carrozze per viaggi notturni; sdraiati è bello, in mw5amw5qiTreni, n.mw5g 80, Salò, ETR Editrice, 1988, pp.mw5w 15-17.

Bibliografia

• mw6wGiovanni Pinter, Sleeperette da 200 km/h, collana iTreni, vol. 447, Salò, ETR Editrice, febbraio 2024, pp. 26-30.
• mw7qLaura Zecchini, Nuove carrozze per viaggi notturni; sdraiati è bello, collana iTreni, vol. 80, Salò, ETR Editrice, 1988, pp. 15-17.

Voci correlate
Collegamenti esterni

• mw-wScalaenne, Carrozze Sleeperette ed MDVE a confronto, su scalaenne.wordpress.com, 3 maggio 2014. URL consultato il 9 febbraio 2024.